L’ingresso nascosto di Villa Chiminelli

di Martina Maso
10 July 2021
Villa Chiminelli

Il Veneto terra di Ville, luoghi storici senza tempo, residenze nobiliari dalle architetture più sofisticate e ricercate, arricchite e abbellite da artisti con i loro affreschi e stucchi.

In Veneto quando si dice Villa Veneta l’associazione automatica è: Palladio! Con il termine Villa Palladiana si va ad indicare sia quelle progettate direttamente da Andrea Palladio (considerato il primo architetto) sia come stile del Palladio. La maggior parte di queste ville sono state residenze nobiliari, a volte residenze apostoliche e tra queste ultime c’è Villa Chiminelli… e ora te ne parlo.

Secondo una mappa del 1589, l’edificio già faceva parte del territorio. Era affrescato internamente ed esternamente dalla “scuola” di Paolo Veronese, in particolare dal fratello Benedetto Caliari (1538-1598), rientra nella categoria delle case di villeggiatura dei veneziani benestanti. Ed è proprio la disposizione interna a far risaltare la pianta tradizione veneziana: piano rialzato con il classico salone centrale quattro stanze laterali e la loggia di ingresso.

Committente il nobile Francesco Soranzo per un uso di canonica, alla sua morte nel 1597, la Villa fu data in permuta alla Curia, passando per la proprietà della nobile famiglia Piacentini nel 1614, nel 1852 passò anche per la famiglia Tiepolo e nel 1944 agli attuali proprietari, i Chiminelli per l’appunto.

L’ingresso principale è rialzato e dà sul giardino con la corte antistante chiusa da un muro affrescato, di questi affreschi però rimangono delle figure (scolorate) a volte non identificabili. Il lato ovest di questo muro è scomparso alla fine del ‘700, lasciamo spazio alla costruzione di una Barchessa di un’ala a due piani in aderenza alla Villa. Rimango i due pilastri di imposta del cancello da cui ha inizio la tenuta agricola, il cui centro e scandito da un grande viale di pioppi, cipressi e vigneto.

Villa dal sapore Palladiano, con al centro lo stemma della famiglia Soranzo, la triplice apertura della loggia è sottolineata da un colonnato con capitelli corinzi che scandiscono il prospetto con fondo a finto bugnato. La breve scalinata è fiancheggiata da statue del ‘700 raffiguranti le quattro stagioni. La Loggia è ariosa e dà luce e respiro al salone centrale, concepita su una trama di elementi architettonici vari: festoni di frutta e verdura, uccelli, putti, strumenti musicali e suonatori.

A nord della parente campeggia lo stemma della famiglia Corner (o Cornaro) la protettrice di Francesco Soranzo diventato Vescovo di Treviso nel 1578 ca. Le decorazioni del soffitto con lunette, putti alati, musicanti rientrano tutto nello stile del Veronese (i quali si trovano anche nella Villa Barbaro a Maser).

Dalla loggia si passa al salone dove l’effetto d’illusione si accentua nello schema a riquadri. I pannelli laterali rappresentano le quattro Virtù cardinali: Prudenza, Fortezza, Giustizia e Temperanza. Mentre nelle sovrapporte figurano monocromi delle quattro stagioni.

Anche le stanze laterali sono interamente affrescate con un più esplicito carattere religioso imposto dalla Curia. La stanza ad est è la stanza della musica; la stanza a sera imponente è il camino in marmo di Verona sovrastato dal Martirio di Santa Giustina; la stanza a mattina si illumina di fine finestre abbellite con decorazioni floreali.

L’edificio è completato dalla cucina ad ovest, una grande cantina a volta, questa parte al contrario della Villa non ha nulla a che vedere con lo stile Palladiano e gli affreschi della scuola del Veronese. Dal pianerottolo si accede all’ala ottocentesca, con le soffitte destinate a granaio e sul portico una Cappella con un altare ligneo del ‘400. All’interno della Villa sono conservati arredi di antiquariato ed opere d’arte e nel giardino all’italiana, reperti archeologici e sculture in pietra d’epoca.

Nel complesso della Villa si trova anche un Museo conciario, dove sono raccolti numeri strumenti e macchine delle conciarie del Bassanese e un Museo agricolo e contadino, dove sono raccolti oltre 1000 oggetti rappresentativi della vita quotidiana della campagna veneta.

Perché visitare Villa Chiminelli? Intanto perché in un unico luogo vengono racchiuse più epoche storiche dal ‘500 ai giorni nostri; è circondata da una quiete che le viene regalata dalla periferia di Castelfranco Veneto; è uno scrigno di grandi affreschi e piccoli dettagli che lasciano estasiati gli occhi di chi li guarda essendo un luogo nascosto, dove la sua bellezza neanche farlo apposta si rivolge verso l’interno alla campagna, mentre rivolge le spalle ai passanti della strada.

Geomappiamo Villa Chiminelli: a Sant’Andrea O/M (che sta per oltre il muson) frazione di Castelfranco Veneto, via Lama 1.

Per ogni informazioni visita il loro sito: 

https://www.villachiminelli.it

Giardino Villa Chiminelli