Dalla Patagonia alle Cascate dell’Iguazù (parte 4)

Le emozioni di un viaggio in una terra lontana nella maestosità delle sue cascate
di Martina Maso
14 May 2024
Cascate dell'Iguazù

Ed eccomi qua, pronta a raccontare l’ultima parte di questo viaggio e ve la racconto dalla parte opposta di dove vi ho portato finora.

Siamo al nord dell’Argentina esattamente al confine con Brasile e Paraguay, siamo a Puerto Iguazù nel mondo delle famose cascate una delle sette meraviglie naturali al mondo, siamo in un clima totalmente diverso, siamo nella foresta subtropicale, quindi ho lasciato il vento impetuoso della Patagonia e sono nella zona calda e umida del sud America.

Per arrivare qui ho preso un volo interno con scalo a Buenos Aires, una volta scesa dall’aereo l’impatto climatico è stato notevole, quasi inaspettato per quanto lo sapessi e non solo climatico, ma anche ambientale e paesaggistico.

Sono finalmente atterrata in quella zona di mondo che tanto desideravo vedere, è il classico sogno che diventa realtà: le cascate dell’Iguazù.

Ormai è sera tardi e la voglia di una doccia e di sistemarsi è tanta e prepararmi per quella che sarà l’escursione del giorno dopo… cascate sto arrivando.

Il mezzo di trasporto consigliato sono i taxi, belli comodi e soprattutto con l’aria condizionata come negli hotel. Bene i taxi sono arrivati, io e i miei compagni di viaggio, perché ricordo che non sono andata da sola in questo viaggio, partiamo per il parco naturale delle cascate Iguazù.

Arrivati alle porte del parco ci facciamo la foto ricordo, in quanto su consiglio dei tassisti che ci dissero “meglio se vi fate la foto ora, perché quando uscirete proprio belli e soprattutto freschi non lo sarete” sarà effettivamente così?! Ve lo farò sapere…

Sembriamo una scolaresca in gita, tra le cose da fare all’interno il parco organizza un’attività che ci fa diventare tutto bambini: rafting e doppia doccia alle cascate. Secondo voi noi che facciamo? ci mettiamo in coda per farlo. Ovviamente questa cosa è extra il biglietto di entrata e ammetto che ho trovato le cascate il parco più commerciale rispetto agli altri parchi naturali visitati in Patagonia, ma visto che non sono proprio comode da raggiungere per quanto mi riguarda, questo lato passa in secondo piano.

Che la scoperta delle cascate abbia inizio! In un punto di ritrovo organizzano dei gruppi (e lì scopro che siamo da varie parti del mondo) per farci salire su una Jeep da safari, quella che loro chiamano “camioneta” e si attraversa la selva (foresta) per arrivare ad un altro punto di ritrovo dove iniziano ad equipaggiare, un sacco dove inserire zaini e altro come le scarpe per evitare l’acqua, perchè se ne prenderà tanta di acqua, ma veramente tanta e giubbotto salvagente che viene sistemato dagli addetti ai lavori, in fondo fare rafting sul fiume Iguazù non è un’attività che svolgo tutti i giorni, per cui mi affido a loro e mi faccio il segno della croce.

Preso posto nel gommone, si parte e subito la velocità aumenta e l’entusiasmo naviga assieme a quelle acque. La giornata è stupenda, il sole fa risaltare i colori della natura, il percorso si apre verso le cascate, il suono delle cascate e la meraviglia si allarga all’orizzonte sempre di più mentre il gommone “vola” in quelle acque.

Rallentiamo e mentre la velocità diminuisce in prossimità delle cascate, lo stupore era così tanto da annullare qualsiasi cosa attorno a me. Ma la prima doccia sta per arrivare… ovviamente non proprio sotto sotto, altrimenti non sarei qui a raccontarvelo visto che la portata d’acqua dei quel giorno era di 1.800.000 litri (si si proprio 1 milione 800 mila litri) al secondo! Avete presente quando i bambini giocano con l’acqua, ecco noi adulti eravamo proprio così, l’acqua arrivata ovunque, non si riusciva a tenere gli occhi aperti da quanta acqua, cercavano di immortalare la cosa con i telefoni dentro le custodie per portare a casa quegli attimi, credo di essermi bagnata anche tutti gli organi interni in quel momento… avete presente quegli attimi di felicità inaspettati? io ero così, esattamente felice!

Dettaglio Cascate Iguazù

Potrei dilungarmi oltre in questa giornata e penso di averlo anche fatto, per cui termino togliendovi la curiosità iniziale, vi ricordate che ho detto che ci avevano consigliato di fare la foto ricordo prima di entrare? Avevano pienamente ragione, lo stato fisico dovuto a tutto e soprattutto al caldo bello umido era pietoso, inguardabile, fondamentalmente mi facevo schifo da sola, ma la felicità dentro era così tanta che non mi importava niente.

Il giorno dopo piccola trasferta alla miniera di pietre preziose, ancora sfatta dalla giornata precedente sempre con i nostri taxi, ci avviamo verso queste miniere, devo ammettere esperienza interessante, visita guidata tutta in spagnolo ovviamente e messo l’elmetto dentro la miniera ci sono pure entrata, quindi se qualcuno un giorno mi dirà di andare in miniera, posso rispondere di esserci già stata grazie.

Pomeriggio di tutto relax, in piscina in albergo, quella era l’ultima fatica vera del viaggio e un po’ a malincuore inizio a sistemare la valigia per tornare in Italia.

Di Iguazù, o meglio Puerto Iguazù mi porterò dentro: ovviamente le sue cascate, ma anche il sapore della sua frutta, la sua popolazione indigena i Guaranì situati ai marciapiedi delle strade, il suo caldo insopportabile, la sua biodiversità, il suo punto panoramico a confine con Brasile e Paraguay, la sua foresta estesa e altro ancora, tutto resterà indelebile nelle foto, in queste righe ma soprattutto nei miei ricordi.

I tre confini

Adios Iguazù, torno a Buenos Aires per gli ultimi due giorni di questo meraviglioso viaggio, che scandisco nella mia mente come tanti fotogrammi, che il passar del tempo non cancellerà e magari chissà, il ritorno in queste terre può essere più vicino di quello che credo o almeno è quello che spero.

Ho amato questa terra fin da subito, le piccole disavventure si sono già trasformate in aneddoti divertenti da raccontare ed emozioni da ricordare.

Sono arrivata alla fine, è stato un viaggio anche scrivere questo viaggio e a suo modo è stato il pretesto per ripercorrere tutto e mi è piaciuto, spero anche a voi lettori.

Ora manca solo scrivere definitivamente: Fin!