Regina Caterina Cornaro

da Venezia ad Asolo passando per Cipro
di Martina Maso
1 February 2025
Regina Caterina Cornaro

Eccomi qua con l’ultima delle tre donne di Asolo, facciamo un breve riepilogo nel caso vi foste dimenticati di chi sto parlando:

 

 

Cronologicamente parlando lei è la prima tra le donne di Asolo visto che siamo nel periodo rinascimentale 1454 – 1510. La sua vita è un intreccio di potere, politica e passione per l’arte, che la rese una delle figure femminili più affascinanti proprio del Rinascimento.

Caterina e la famiglia Cornaro

Nata a Venezia in una delle famiglie patrizie più illustri, i Corner in veneziano o Cornaro in italiano, a soli 14 anni fu promessa in sposa a Giacomo II di Lusignano, re di Cipro. I Corner erano una delle casate più influenti della Serenissima, noti per il loro impegno nel commercio, la politica e il mecenatismo artistico. Questa famiglia aveva accumulato una grande ricchezza grazie ai traffici commerciali nel Mediterraneo e aveva forti legami con la nobiltà europea, facilitando l’ascesa di Caterina al ruolo di regina.

Uno degli esponenti di spicco della famiglia fu lo zio Marco Corner, che fece fortuna nel commercio della canna da zucchero, un settore strategico per l’economia veneziana. Questo commercio, particolarmente fiorente a Cipro, rese la famiglia ancora più potente e influente nelle dinamiche politiche dell’isola. L’alleanza con i Lusignano fu quindi anche un mezzo per consolidare il controllo di Venezia su questa preziosa risorsa economica.

La famiglia Lusignano e il regno di Cipro

I Lusignano erano una dinastia di origine francese che regnò su Cipro dal 1192, dopo la Terza Crociata, fino all’annessione veneziana del 1489. La famiglia vantava una dinastia di sovrani che avevano governato non solo Cipro, ma anche Gerusalemme e Armenia, rendendola una delle più prestigiose casate d’Europa. Tuttavia, il regno di Cipro, nel periodo di Giacomo II, era segnato da profonde divisioni interne e lotte per il potere tra le fazioni filo-genovesi e filo-veneziane, che avrebbero contribuito al declino della dinastia dei Lusignano.

Il complotto e la morte di Giacomo II

All’età di 18 anni Caterina si sposò e si stabilì a Cipro accanto al marito Giacomo II, che all’epoca aveva circa 34 anni. Il suo regno era già minato da intrighi politici e lotte di potere. Nel 1473, Giacomo II morì improvvisamente, ufficialmente per una malattia, ma le circostanze della sua morte sollevarono numerosi sospetti. Voci diffuse a corte suggerivano che dietro il decesso potesse esserci un complotto ordito dai veneziani per accelerare la presa di controllo sull’isola. Alcuni cronisti dell’epoca insinuarono persino il coinvolgimento della stessa Caterina, ipotizzando che la giovane regina potesse aver agito su pressione della Serenissima. Tuttavia, non esistono prove concrete a sostegno di questa teoria, che rimane avvolta nel mistero della storia.

Hans Makart -Venezia rende omaggio a Caterina Cornaro

Il destino di Giacomo III e il dominio veneziano

Nel 1474, il piccolo Giacomo III, erede al trono, morì in circostanze misteriose all’età di un anno, lasciando Caterina l’unica sovrana dell’isola. La sua posizione divenne sempre più precaria: con la morte del figlio, il dominio veneziano su Cipro divenne inevitabile. Sottoposta a continue pressioni, Caterina fu costretta ad abdicare nel 1489 e tornare in patria, mentre l’isola veniva formalmente annessa alla Repubblica di Venezia.

La famiglia Costanzo e il legame con Cipro e Caterina stessa

La famiglia Costanzo era una nobile casata di origine greco-cipriota che giocò un ruolo di rilievo nella storia dell’isola. Discendenti di nobili bizantini, i Costanzo si affermarono come una delle famiglie più influenti di Cipro, grazie alla loro ricchezza derivante dal commercio e dalle terre possedute. Durante il dominio dei Lusignano, i Costanzo furono tra le principali famiglie aristocratiche dell’isola, spesso coinvolte nelle questioni politiche e militari.

Quando Caterina Cornaro divenne regina di Cipro, la famiglia Costanzo si schierò al suo fianco, sostenendola durante il difficile periodo di instabilità politica e dopo la morte del marito Giacomo II. Filippo Costanzo, in particolare, divenne uno dei suoi più fedeli consiglieri, aiutandola a navigare le complesse trame politiche dell’isola. Anche dopo l’annessione veneziana di Cipro, i Costanzo mantennero una forte influenza politica e continuarono a svolgere un ruolo chiave nelle relazioni tra Venezia e l’isola.

Castello Cornaro ad Asolo

La simbiosi con Asolo

Asolo divenne per Caterina più di una semplice residenza: rappresentò la rinascita e la riconquista di una nuova identità regale. Seppur privata del trono di Cipro, la regina seppe trasformare Asolo in un rifugio artistico e spirituale, attorniandosi di poeti e umanisti come Pietro Bembo, che ne immortalò la figura nel suo celebre Gli Asolani. La città, con il suo paesaggio incantevole e il suo castello, divenne simbolo del potere femminile e della raffinatezza intellettuale del tempo. Ancora oggi, Asolo conserva l’eredità di Caterina Cornaro, celebrandola come una delle sue tre grandi donne e mantenendo vivo il ricordo della sua signoria attraverso eventi e rievocazioni storiche.

In questo intreccio di storia e leggenda, Caterina Cornaro rimane non solo l’ultima regina di Cipro, ma anche l’anima immortale di Asolo, un luogo che le permise di lasciare un segno indelebile nella storia e nella cultura del Rinascimento italiano.

E così sono arrivata alla fine di questo racconto al femminile di Asolo e di come si è reso protagonista in circa 5 secoli di storia, attraverso intrecci politici e artistici.

A proposito, la famiglia Costanzo si collega anche con Castelfranco Veneto tramite il pittore Giorgione, ma questa è un’altra storia…